FESTA DI SANT’EFISIO, GLI ABITI TRADIZIONALI.

Tradizione, cultura,religione, bellezza, emozione: è la processione di Sant’Efisio che il 1° maggio si svolge a Cagliari, in Sardegna.

Ringrazio il mio amico Luciano che mi ha fatto scoprire e partecipare a questo emozionante pellegrinaggio.

La processione: Per tutto l’anno ci si prepara alla festa. In ogni paese della Sardegna i devoti dedicano ogni cura agli abiti tradizionali, spesso antichi e preziosi, tramandati per generazioni. Cavalli e cavalieri si esercitano a sfilare in parata, i conducenti preparano i giganteschi e pazienti buoi alla fatica di trainare le traccas, i carri decorati di fiori che precederanno il cocchio dorato del Santo. La mattina del primo di maggio la carrozza esce nella piazzetta, dove lo aspettano, con le corna adorne di pannocchie di fiori, i due buoi scelti per trainarlo. Le strade sono coperte dalla ramadura: un coloratissimo e profumato tappeto di petali ed essenze odorose. Tutta la processione prepara il passaggio di Efisio: prima di lui sfilano i fedeli in abito tradizionale, le traccas, le confraternite religiose, i miliziani a cavallo con le antiche divise dalla giubba rossa.

L’Alter Nos: colui che è delegato a rappresentare il sindaco e tutta la città accompagna il Santo cavalcando in frac e cilindro. Davanti al Municipio Efisio si ferma a ricevere l’omaggio della comunità, mentre suonano a festa le campane delle chiese e le sirene delle navi in porto. È forse il momento più suggestivo, quello in cui è tangibile la profonda partecipazione che accompagna questa giornata, ma è solo l’inizio del lungo pellegrinaggio fino alla spiaggia di Nora. Il Santo passa in un cocchio più semplice, quindi fa tappa per la notte e arriva al luogo del suo martirio solo il giorno successivo. Lo aspettano due giorni di celebrazioni, poi il lungo ritorno. Il quattro di maggio il rientro in città nella notte, insieme ai miliziani e ai tantissimi fedeli.

La storia: Nel 1652 in Sardegna infuriava la peste. Le autorità cittadine, l’11 luglio, chiesero aiuto con un Voto solenne a Sant’Efisio martire. Con il Voto, la città si impegnava a portare ogni anno la statua del Santo in processione, dal luogo in cui Efisio era stato incarcerato, nel quartiere di Stampace, al centro di Cagliari, fino alla spiaggia di Nora, a occidente sul golfo, dove aveva subìto il martirio. La peste finì. Da allora Cagliari ogni anno scioglie il suo Voto.

Sant’Efisio ra un militare romano originario di una città in Asia Minore, visse nel III secolo d.C., sotto l’Imperatore Diocleziano. Inviato in Italia per contrastare la diffusione del cristianesimo, la tradizione vuole che si convertì in seguito alla visione di una croce splendente nel cielo che successivamente si impresse nel palmo della mano e sentendo la voce di Cristo che lo rimproverava per la sua missione sanguinaria. Giunto in Sardegna Sant’Efisio si convertì al cristianesimo e ne divenne difensore, disobbedendo agli ordini di Diocleziano il quale ne comandò il martirio che avvenne il 15 gennaio del 303 d.C.

Appena prima di essere giustiziato per la sua fede, Efisio aveva promesso di proteggere per sempre Cagliari e i suoi cittadini.

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